The Hidden Idea

Tobia Bondesan e Nazareno Caputo, «The Hidden Idea», Barly Records 2025, 1 CD.

Quello proposto da Tobia Bondesan (sax alto) e Nazareno Caputo (litofono, marimba e vibrafono) in questo loro primo album appare come un percorso libero ed erratico all’interno di un immaginario musicale comune e condiviso, costruito attraverso una perlustrazione timbrica e combinazioni armonico-melodiche dal segno personale.

Pubblicato a fine gennaio ma registrato nell’agosto del 2023 presso lo studio Jambona Lab di Livorno, questo lavoro raccoglie dieci brani che, nella loro diversità, propongono un significativo compendio di un’indagine musicale che questo duo realizza partendo dal suono dei loro strumenti.

Una materia che Bondesan distilla dall’ancia del suo sax, le cui possibilità espressive vengono indagate ora attraverso suoni tesi e affilati, ora scivolando da un’altezza all’altra attraverso glissandi ora più rigorosi ora più rumoristici.

Caratteri che si riflettono in maniera organica e coerente nella varietà timbrica espressa da Caputo, plasmata attraverso l’alternanza dei suoi strumenti a percussione, la cui miscela propone sia immagini più calde sia riverberi più metallici, intrecciati grazie un andamento variegato e obliquo del passo interpretativo.

Un percorso che parte dall’iniziale “Forming”, una sorta di “ricercare” strumentale dal quale emerge a poco a poco un ideale e sinuoso filo rosso, una linea che richiama simbolicamente le striature cangianti che attraversano certe pietre, rendendole riconoscibili e uniche al tempo stesso.

Un segno che cambia continuamente al mutare delle atmosfere che abitano i brani successivi, tra cui “On different paths”, “Small borders” – la più estesa tra le indagini espressive qui raccolte – passando per le due “Gemini” 101 e 103, arrivando infine alla finale “Closer”.

Una ricerca musicale tra scrittura e improvvisazione che lo stesso duo descrive in questo modo: «Abbiamo creato questo disco indagando – con lo spirito di chi ricerca un battito di vita nella pietra – un segno di umanità nel caos e nel fascino della materia non predefinita. È emersa una sorta di fatalità nel donare forma alla stessa materia sonora, affidandoci pienamente ai nostri mezzi nella fiducia reciproca in una sorta di rimando ancestrale, un gioco serio, un mistero quotidiano, un’idea nascosta». (© Gazzetta di Parma)