Preludes and Songs
François Couturier e Dominique Pifarély, «Preludes and Songs», ECM 2025, 1 CD.
Con lo stesso titolo di un concerto che nel settembre del 2022 ha aperto il festival ParmaJazz frontiere, François Couturier e Dominique Pifarély presentano ora un nuovo lavoro discografico pubblicato a fine gennaio dall’etichetta ECM di Manfred Eicher. Registrato nell’ottobre del 2023 presso Reitstadels – sala da concerto a Neumarkt in der Oberpfalz, in Germania – questo album rievoca le eleganti atmosfere di quell’esibizione dal vivo attraverso il segno raffinato che caratterizza i dialoghi intessuti tra il pianoforte di Couturier e il violino di Pifarély.
Un intreccio di disegni melodici e tratteggi timbrici che alternano atmosfere terse e astratte a percorsi tematici più densi e strutturati. Una varietà di prospettive espressive che trova da subito un esempio emblematico nei due brani che aprono il disco, vale a dire “Le surcroȋt” di François Couturier – delicato schizzo strumentale ispirato a una raccolta di poesie di André du Bouchet e qui presentato nella sua prima parte la cui ripresa riappare incastonata al centro del percorso di ascolto – seguita da una pregnante reinterpretazione della celebre “La chanson des vieux amants” di Gérard Jouannest e Jacques Brel. Un brano, quest’ultimo, che i due musicisti considerano ormai un vero e proprio standard, adatto quindi a una sua rivisitazione nella prospettiva più creativa e libera tipica del linguaggio jazzistico.
Trascorsi quasi tre decenni da “Poros” – l’ultimo album ECM realizzato da questi due artisti – “Preludes and Songs” unisce quindi le differenti esperienze anche comuni maturare dagli stessi Couturier e Pifarély con una rinnovata dimensione in duo: «L’idea non era di tornare al punto in cui ci eravamo fermati – illustra Pifarély – ma di ripartire dal punto che ognuno di noi aveva raggiunto durante questa lunga pausa».
Un percorso nuovo, dunque, costruito sul rispetto reciproco delle rispettive personalità, maturate nel corso di questo intervallo di tempo attraverso l’evoluzione di stili e approcci musicali differenti. Caratteristiche che si ritrovano nei nove brani qui raccolti, che miscelano composizioni di entrambi i musicisti a una serie di standard restituiti con gusto sofisticato e originale, tra i quali troviamo “Solitude” di Duke Ellington, “Lament” di J.J. Johnson, oltre a “I Loves You Porgy” di George Gershwin che chiude l’album. (© Gazzetta di Parma)