Nuove destinazioni per l’improvvisazione radicale

Stefania Ladisa, «Nuove destinazioni per l’improvvisazione radicale», Auditorium 2024, 160 pp.

L’improvvisazione – intesa quale pratica che viene declinata secondo differenti modalità, tecniche e attitudini – appare come uno degli elementi distintivi di un linguaggio musicale per sua definizione multiforme e aperto quale quello rappresentato dal jazz. In questo quadro, l’agile volume di Stefania Ladisa restituisce il suo personale approccio all’improvvisazione ricostruendo un percorso originale quale quello tracciato da questa musicista capace di miscelare – nella sua variegata attività – prassi esecutiva sperimentale e riflessione mediata attraverso uno sguardo ampio e allargato dedicato a un concetto di espressione musicale che comprende anche declinazioni sociali ed economiche.

Laureatasi in economia dopo aver completato gli studi musicali, violinista e sperimentatrice, Stefania Ladisa ha dunque riversato la propria esperienza in questa sorta di compendio rivolto ai musicisti, agli appassionati e agli ascoltatori che coltivano l’interesse o anche solo la curiosità per il mondo dell’improvvisazione radicale. Un breve saggio che aiuta a comprendere come l’improvvisazione radicale possa contribuire ad affrontare anche problematiche di natura politica, economica e sociale.

In particolare, nel dispiegarsi per esteso del titolo “Nuove destinazioni per l’improvvisazione radicale. Strutture: dall’introspezione all’interazione” è raccolto il percorso che lega queste pagine all’esperienza performativo-musicale tracciata negli ultimi anni dalla stessa autrice. A partire dal 2017, infatti, Stefania Ladisa presenta al pubblico lavori in cui alla musica affianca tematiche filosofiche e sociali.

Tra questi troviamo il progetto – basato su un tipo di partitura e un approccio all’improvvisazione non convenzionali – titolato, appunto, “Strutture. dall’Introspezione all’Interazione”, il cui disco – realizzato con Marcello Magliocchi alla batteria e Adrian Northover al sax soprano – viene pubblicato nel mese di febbraio del 2023 dall’etichetta FMR Records.

Un percorso che si snoda dunque su un doppio binario – CD e libro – e che segna per l’autrice il punto d’incontro tra gli studi musicali e quelli economici, affrontando da un lato le idee alla base di “Strutture.dIaI” e dall’altro lato il problema del grande divario Nord/Sud del mondo, per poi approdare a tematiche di interesse collettivo quali la solitudine, l’utopia, il coraggio e la libertà. (© Gazzetta di Parma)