Marketing e brand activism

Romano Cappellari, «Marketing e brand activism», Carocci 2024.

«Se la cultura è la prima parola chiave per capire l’evoluzione del marketing nell’era del brand activism, non c’è dubbio che il secondo grande vettore del cambiamento è la tecnologia». Con queste parole Romano Cappellari apre il secondo capitolo del suo volume “Marketing e brand activism”, pubblicato nello scorso ottobre e che in questo primo scorcio del 2025 ha registrato la sua prima ristampa.

Segno, questo, dell’interesse che le 128 pagine del libro stanno suscitando tra gli addetti ai lavori e non solo, trattando un tema che emerge tra le tendenze della comunicazione odierna. Come annota lo stesso autore nella Prefazione, «il marketing sta vivendo in questi anni una rivoluzione che ne sta scuotendo le fondamenta. Non si tratta dell’effetto della AI generativa, delle prospettive del metaverso e della realtà virtuale […]. Si tratta di […] una ridefinizione del ruolo del brand, che non si riduce più alla promessa di ottimi prodotti e nemmeno di esperienze coinvolgenti, ma include un contributo alla cura delle grandi sfide che la società sta affrontando».

Docente di Marketing e Retailing all’Università di Padova e direttore scientifico del Major in Retail Management della Luiss, Cappellari racconta lo scenario attuale analizzando, attraverso dieci parole chiave, le principali tendenze – dal boom delle collab al ruolo delle celebrity, oltre a quello di metaverso e gaming – disegnando un quadro unitario utile sia per i manager impegnati a disegnare strategie aziendali sia per i giovani intenti ad approcciare le professioni del marketing.

Il tutto passando dall’ascesa di Pharrell alla direzione creativa di Louis Vuitton, alla relazione tra Barbie e Birkenstock, fino ad arrivare all’apertura del Botanical Cafe Lego e dei ristoranti Dior. (© Gazzetta di Parma)