Lullaby

Mathias Eick «Lullaby», ECM 2025, 1 CD.

A poco più da un anno dalla sua registrazione, avvenuta nel gennaio dello scorso 2024 presso il Rainbow Studio di Oslo, la casa discografica ECM ha pubblicato questo nuovo disco del trombettista e compositore norvegese Mathias Eick.

Un lavoro denso, il sesto realizzato per l’etichetta di Manfred Eicher pensato per un quartetto che, oltre allo stesso Eick – tromba, voce e tastiera – vede impegnati musicisti quali Mathias Kristjan Randalu al pianoforte, Ole Morten Vågan al contrabbasso e Hans Hulbækmo alla batteria.

Si tratta di un album denso e levigato, dove l’indole melodica caratteristica di questo musicista pervade tutti gli otto brani che compongono il percorso di ascolto, coniugando il respiro melodico nutrito dalla grazia immediata del trombettista con le peregrinazioni liriche dense e articolate restituite dal pianoforte di Randalu, il tutto innestato su una sezione ritmica solidamente presente.

Un tracciato aperto dall’iniziale “September” e sviluppato grazie a un’intesa espressiva che il trombettista condivide con palese affinità con gli altri componendi di questa formazione, offrendo una sorta di viaggio sonoro nel quale il sentiero espressivo si snoda tra ampie radure melodiche e tracciati timbrici appena più compatti.

Un fluire musicale che rimane in ogni caso raccolto nell’alveo di un’espressività decantata e riflessiva, simbolicamente rappresentata dal brano eponimo, segnato da un carattere che, lungi dal ricalcare gli stilemi classici di una tradizionale ninna nanna, ricama su un passo melodico melanconico e suadente un dialogo a più voci dalla rapinosa suggestione.

Rimandi espressivi che ritroviamo variamente declinati anche nelle composizioni che seguono: dalla intensa “Partisan” a “My Love” – dedicata alla moglie – e ancora dalla solare “May” alla significativa sequenza rappresentata dai brani “Hope”, “Free” e “Vejle (for Geir)”.

Un disco che mette pienamente a fuoco il carattere espressivo del trombettista norvegese, i cui tratti distintivi vengono ben riassunti dalle parole del critico del New York Times Nate Chinen :«lo stile pittorico della tromba di Matthias Eick, sussurrante e mormorante, ma dotato di una messa a fuoco precisa e squillante, rappresenta uno degli elementi specifici del jazz norvegese dell’ultimo decennio». (© Gazzetta di Parma)